DESCRIZIONE DELLA VACANZA

L'evoluzione dei proboscidati, di cui gli elefanti sono il ramo più avanzato, inizia nelle foreste tropicali di oltre 30 milioni di anni fa, con forme simili a maiali, di cui Moeritherium ne è un esempio. La mostra espone la ricostruzione in scala di 17 forme fino al mammut, la specie più modificata, e agli elefanti attuali.

Il carattere evolutivo principale dei proboscidati fu l'aumento delle dimensioni accompagnato dall'allungamento delle ossa degli arti e l'accorciamento del collo. Durante l'evoluzione vennero favorite quelle forme con il cranio e la dentatura allungati, perché raggiungevano meglio il cibo. Il contemporaneo accorciamento del collo permise la riduzione del braccio di leva fra corpo e testa e quest'ultima poté divenire molto pesante.

Il seguito si ebbe la riduzione della mandibola ed un conseguente aumento delle narici che formarono la proboscide. Quest'ultima capace di raggiungere il terreno, divenne l'organo prensile e tattile caratteristico dei proboscidati, capaci di cose straordinarie.

Altre modifiche importanti riguardano la dentatura, con la progressiva perdita dei canini e dei premolari, la riduzione degli incisivi e la trasformazione, di quelli rimasti, in zanne o difese. Queste ultime son utilizzate per la raccolta del cibo, la difesa, l'offesa e l'ostentazione.

Alcune forme ebbero zanne sia sul palato che sulla mandibola, ad esempio i paleomastodonti e i gonfoteri, altre solo sul palato, come i mastodonti e gli elefanti, e un gruppo sviluppò le difese solo nella mandibola, i dinoteri.

Negli elefanti vi fu l'ingrossamento dei premolari decidui e dei molari. Per aumentare la complessità della superficie masticatoria, in funzione di una maggior resistenza all'usura, i denti si allungarono e mutò anche la loro eruzione. Un dente è spinto in avanti dal successivo e, man mano che avanza si usura fino a scomparire. Questo processo avviene sei volte e quando anche l'ultimo molare si usura totalmente, l'elefante è destinato alla morte per incapacità di nutrirsi.

Durante il Quaternario nelle isole del Mediterraneo, dell'Asia meridionale e del Golfo del Messico, i proboscidati ebbero formedi nanismo e il più piccolo che si conosce è Elephas falconeri della Sicilia, che raggiunse la taglia di un cane di medie dimensioni.

La Mostra offre esempi dell'evoluzione dei proboscidati ed espone lo scheletro fossile di un elefante nano di media taglia, Elephas mnaidriensis, il cranio di un grande dinoterio e una ricostruzione di un mammut in grandezza naturale, animali i cui resti fossili provengono anche dal giacimento ferrarese di Settepolesini di Bondeno. Sono inoltre presentati vari aspetti curiosi di questi pachidermi.

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